
L’attore Eric Dane, conosciuto a livello mondiale per i suoi ruoli in Grey’s Anatomy ed Euphoria, è morto giovedì 19 febbraio all’età di 53 anni. La notizia è stata confermata dal suo ufficio stampa.
Dane è deceduto dopo una battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig.
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La data segna esattamente i 20 anni dalla prima apparizione dell’attore nei panni dell’iconico dottor Mark Sloan in “Grey’s Anatomy”, personaggio che gli valse il soprannome di “McSteamy” e lo trasformò in uno dei volti più popolari della televisione degli anni 2000.
Lotta contro la SLA
Dane aveva reso pubblica la diagnosi di SLA nel 2025. Da allora aveva utilizzato la propria visibilità per aumentare la consapevolezza sulla malattia e sostenere maggiori investimenti nella ricerca sulle patologie neurodegenerative.
In una nota, la famiglia ha dichiarato:
“Con il cuore pesante, condividiamo che Eric Dane è venuto a mancare nel pomeriggio di giovedì dopo una coraggiosa battaglia contro la SLA. Ha trascorso i suoi ultimi giorni circondato da amici cari, dalla sua devota moglie e dalle sue due splendide figlie, Billie e Georgia, che erano il centro del suo mondo.”
Secondo il comunicato, l’attore “è diventato un appassionato sostenitore della sensibilizzazione e della ricerca, determinato a fare la differenza per altre persone che affrontano la stessa lotta”.
La SLA è una malattia progressiva che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale responsabili dei movimenti muscolari. Attualmente non esiste una cura conosciuta.
Da “McSteamy” al dramma di “Euphoria”

Eric Dane iniziò la sua carriera all’inizio degli anni ’90, con apparizioni in serie come The Wonder Years e Roseanne. Ottenne maggiore visibilità nel 2003 interpretando Jason Dean in Charmed.
La svolta arrivò nel 2006, quando entrò nel cast fisso di “Grey’s Anatomy”. Tra la terza e la nona stagione, Mark Sloan divenne uno dei personaggi centrali della trama. Il medico morì nella serie a causa di complicazioni successive a un incidente aereo. Dane tornò nel ruolo nel 2021, nella 17ª stagione, durante una fase segnata dal ritorno di personaggi storici.
Nel 2019 interpretò Cal Jacobs in “Euphoria”, vestendo i panni del padre rigido e controverso del personaggio Nate (interpretato da Jacob Elordi). Il creatore della serie, Sam Levinson, si è detto “con il cuore spezzato” per la morte dell’attore, affermando che lavorare con lui è stato “un onore”.
Anche l’attrice Kim Raver, collega in “Grey’s Anatomy”, gli ha reso omaggio: “Eric era una luce. Aveva uno sguardo brillante e un tempismo comico perfetto. Ci mancherai.”
Cinema e attivismo
Parallelamente alla televisione, Dane ha preso parte a film come X-Men: The Last Stand, Marley & Me e Burlesque.
Anche dopo la diagnosi, è rimasto attivo professionalmente. Lo scorso anno ha partecipato a un episodio della serie “Brilliant Minds”, interpretando un pompiere a cui era stata diagnosticata la SLA — un ruolo che ha assunto un significato ancora più profondo alla luce della sua esperienza personale.

Negli ultimi mesi, Dane è stato a Washington insieme all’organizzazione I AM ALS, sostenendo l’ampliamento della ricerca e di politiche pubbliche dedicate alla malattia. Si è inoltre battuto per il rinnovo delle misure previste dall’Accelerating Access to Critical Therapies for ALS Act.
In una delle sue ultime interviste, aveva dichiarato:
“Alla fine, tutto ciò che voglio è trascorrere tempo con la mia famiglia e lavorare un po’, se posso. Non sento che questa sia la fine della mia storia.”
Eric Dane lascia la moglie, l’attrice Rebecca Gayheart, e le figlie Billie e Georgia.
Immagini: Riproduzione Netflix | Instagram @realericdane. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.
